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Scegliere le fedi

di Matteo · pubblicato il 10 Mar 2009
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Matteo

Gli anelli nuziali, come quelli di fidanzamento, hanno origini molto antiche. L’abitudine di indossare un cerchietto d’oro dopo il matrimonio si affermò, però, solo a partire dal XVI secolo. La consuetudine di incidere i nomi degli sposi e la data delle nozze all’interno della vera risale al Settecento. La tradizione, dunque, impone che le fedi siano in oro giallo.

Oggi, però, la moda le propone anche bianche di platino. A sceglierle sono entrambi i fidanzati, ma è lo sposo ad acquistarle e a portarle in chiesa o in municipio il giorno delle nozze. Per la cerimonia in chiesa possono essere portate in un cestino foderato di pizzo bianco da un bambino o da una bambina, che precede gli sposi durante la marcia nuziale verso l’altare.

La parola in lingua italiana “anello”, deriva la sua etimologia dal termine latino “anellus”, diminutivo di “anus” che, appunto, vuol dire cerchio. Simbolo di amore eterno e duraturo, l’anello rappresenta, idealmente, la vita che si rinnova e che ricominciando, giorno dopo giorno, si ratifica e fortifica nel tempo. Per tale nobile motivo quindi, l’anello è stato scelto quale simbolo principale dell’unione materiale e spirituale dei novelli sposi, che ricongiungono le proprie anime, al cospetto di Dio e della Legge.

Ornamento di origini antichissime, esso si è infatti perpetrato nei meandri della storia ergendosi addirittura ad emblema dello status sociale delle persone, sino a consacrarsi, in modo definitivo, quale simbolo di legame indissolubile nelle varie tradizioni legate al matrimonio, rappresentando, nella sua perfezione sferica, l’unione dell’esistenza di due persone realmente innamorate, in una sola. La scelta di tali anelli, spetta irrinunciabilmente ai futuri sposi e che, tale piacevole incombenza, non dovrebbe delegarsi a nessun altro, al di fuori della coppia.

Sono pertanto i fidanzati che, insieme, la scelgono (anche se poi l’acquisto, spetterà, rigorosamente, al futuro sposo!) proprio perché,si tratta di un dono reciproco che dovranno portare entrambi al dito assecondando i propri gusti e le proprie preferenze, sia per quanto riguarda la forma, sia per quanto concerne i materiali. Infatti, in questo campo, non esistendo scelte obbligate, non è necessario attenersi i canoni classici o quelli del desing più attuale, potendo di conseguenza spazzare dalle fedi più tradizionali (e, per questo, ricche di fascino perché senza tempo e, al di là del tempo), alle possibili variazioni sul tema, alle re-interpretazioni storiche. E’ naturale però che queste variazioni avranno senso soltanto se inserite in un determinato contesto nuziale in quanto, prescindendo dall’intero stile della cerimonia, non avrebbero alcun senso.

Il consiglio quindi, è quello di affidarsi alla tradizione che indica, tra le fogge più diffuse, i modelli principali: la “francesina”: è la “regina delle fedi”, molto sottile e leggermente bombata, la “mantovana”: è la fede piatta, a fascia larga, più alta e, solitamente più pesante, la fede piatta, la “tradizionale”: è la fede mezzatinta, dall’arco un po’ più schiacciato, la “fede incrociata”: è la fede a più cerchi, dal desing più moderno, la “fede classica”: è la fede estremamente semplice, ma comunque molto raffinata, a fascia, con i bordi smussati.

Fonte: E-Cremonaweb

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