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In cerca di un idrosommelier

di admin · pubblicato il 14 Apr 2010
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Liscia o frizzante? Leggera o corposa? Se è ricca di minerali va bene con pesce e pollo? Le bollicine sono adatte ai sapori decisi delle carni rosse? E con il sushi? Ormai non si può parlare genericamente solo di acqua. Di fronte a tanta varietà per essere aggiornati e consapevoli dovremo solo frequentare un corso di idrosommelier organizzato dall’Associazione Degustatori Acque Minerali (ADAM), che ha stilato anche una Carta delle acque consultabile on line, in questo modo impareremo tutto ma proprio tutto sul mondo dell’acqua: caratteristiche organolettiche, provenienza, abbinamenti, e importanza dell’etichetta. In alternativa potremo fare un giro in uno dei tanti Aqua Bar che stanno sempre più prendendo piede nelle grandi città, “Che non è un Aqua Store, un negozio delle acque” ci tiene a precisare Giano Chirici, patron del bolognese Specialità in vetrina, settimo Aqua bar aperto nel mondo “ma un vero e proprio locale dove le acque si possono acquistare, ma soprattutto vengono servite e degustate al tavolo”. D’altronde La Condé Nast Traveler ha stilato una classifica dei top ten bar più cool del momento e uno di questi è proprio un Aqua Bar: il Water Bar at Blue di Sidney.
L’acqua, nelle sue varie forme, sta diventando addirittura elisir di giovinezza: Sienna Miller e Kate Moss, icone di bellezza, non possano fare a meno dell’acqua OGO, che oltre a far espellere le tossine, contribuisce a combattere l’invecchiamento della pelle, gli effetti dannosi di sole e fumo e il mal di testa e pare aiuti anche ad affrontare il jet lag; merito, sembrerebbe, della maggiore quantità di ossigeno che viene aggiunta alla fonte attraverso un processo naturale.  Discorso simile per l’acqua Deeside, proveniente da una fonte alimentata dalle terme di Ballater nelle Highlands scozzesi, dove già la regina Vittoria andava a godersi le proprietà di quest’acqua che sembra abbia diverse qualità curative compresa la riduzione dei radicali liberi e che è perfetta per allungare il whisky di puro malto, l’Usige Beatha - l’Acqua della Vita - degli scozzesi doc.
Oltre alla sostanza, assume nuovo valore anche la presentazione, quindi ben vengano sponsorizzazioni, designer concentrati sul packaging, posizionamenti di prodotto insoliti, campagne di marketing innovative. Guardiamo Bling H2O, acqua extra lusso del Tennessee: è stata “inventata” da Kevin G. Boyd, scrittore e produttore hollywoodiano, che ha ben pensato di arricchire le bottiglie con cristalli Swarovski. Nella versione standard ricalcano il profilo del nome, nella versione The Ten Thousand Dubai Collection coprono addirittura l’intera bottiglia (prezzo: 2.600 dollari). Buona idea di marketing anche quella costruita intorno all’acqua Finé, “scoperta” secondo la leggenda, dal monaco buddista Kobodaishi battendo un bastone nelle terre vulcaniche del monte Fuji nell’VIII secolo, dal  gusto che si sposa perfettamente con il caviale, dicono gli intenditori.
Quasi zero sodio e praticamente nessun minerale (pare sia l’acqua con la minor quantità di solidi disciolti al mondo) per l’acqua Voss, che sgorga da secoli tra il ghiaccio della Norvegia, e che grazie al design di Neil Kraft, ex Direttore creativo di Calvin Klein e Ralph Lauren, è uno dei primi esempi di water trend design dalle linee essenziali, amatissima da Madonna e Giorgio Armani.
Non si può chiudere la panoramica senza citare la nostra acqua San Pellegrino, imbottigliata da oltre un secolo, ma, si dice, già gustata alla fonte nientemeno che da Leonardo da Vinci.  A proposito di buona pubblicità, sulla Water Menu del James Finch Water Bar di Newport, nella chicchissima Rhode Island, per la nostra San Pellegrino si legge la descrizione: “un monumento al glamour del bere acqua”. Il Made in Italy ha messo a segno un altro bel colpo!

www.degustatoriacque.com
www.waterbaratblue.com
www.finejapon.com
www.abigailstonemaninn.com
www.blingh2o.com

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Il mercato del lusso resiste alla crisi

di Matteo · pubblicato il 04 Feb 2009
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Matteo

Milano, 31 gen. (Apcom) - Il mercato del lusso non conosce crisi: gli italiani continueranno a comprare gioielli (75,5%) e a prenotare vacanze (66,5%). I risultati cambiano da città a città, ma in generale le persone tenderanno a mantenere il loro stile di vita e nel 2009 il settore del lusso avrà un trend di crescita. Sono i dati che emergono da un’indagine sulla propensione agli acquisti degli italiani realizzata per conto di “World & Pleasure”, mensile dedicato al mondo del lusso, dal Cenispes - Centro Italiano Studi Politici Economici e Sociali su un campione di mille persone di entrambi i sessi e di età compresa tra i 24 e i 64 anni.

Lo studio rileva che l’effetto domino causato dalla crisi finanziaria porterà ad un rallentamento del lusso ostentatorio, perché non sarà politically correct esibire la ricchezza in tempi di crisi, ma in generale le persone tenderanno a mantenere il loro stile di vita e ad apprezzare maggiormente il senso del lusso, inteso come esperienza straordinaria, unica, che genera piacere.

A Roma solo l’11% del campione intervistato prevede di cambiare l’automobile durante quest’anno, a Milano il 78% dichiara invece di volerlo fare. I romani (86%) sono molto più legati agli acquisti dei gioielli, visti anche come bene di rifugio. Sia a Roma che a Milano saranno stabili le spese per i viaggi e solo il 28% dei romani e il 39% dei milanesi dichiarano di volere ridurre il loro budget per le vacanze del 2009.

Gli uomini italiani non badano poi a spese per corteggiare una donna e si dichiarano pronti a fare molti regali durante l’anno. Secondo una ricerca realizzata del Cenispes gli italiani nel 2009 spenderanno mediamente 1.200 euro per fare colpo su una donna. Nelle categorie di fascia alta, come imprenditori, liberi professionisti e manager, la spesa media sale a 25.000 euro.

A spendere di più sono i milanesi, seguiti dai napoletani e dai veneziani, mentre i romani sono più parchi: amano molto regalare fiori, ma le romane vorrebbero qualcosa di più impegnativo. I milanesi invece corteggiano con regali costosi, ma rendono spesso perplesse le loro corteggiate. Le donne accusano gli uomini di non sapere scegliere i regali. Va meglio a Napoli, Torino e Palermo dove le donne sono più soddisfatte dei regali dei loro partner.

Nella scelta degli uomini che vogliono conquistare una donna i regali più ricorrenti sono i fiori (47%), seguiti da cioccolatini e altri dolciumi (21%), da capi di abbigliamento e biancheria intima (14%), da gioielli (9%) e da regali tecnologici (6%).

Fonte: APCOM

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L’origine dell’arte orafa

di Matteo · pubblicato il 16 Ott 2008
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Matteo

Quale sarà il legame tra il desiderio di possedere un gioiello e la tradizione dell’arte orafa? Se lo sono chiesti in molti. Noi abbiamo cercato di dare una risposta.
(Continua a leggere… )

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Centro bolognese per la crescita dei designer

di admin · pubblicato il 26 Ago 2008
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Dal made in Italy al made in Emilia Romagna. A Bologna si è dato vita al Design Center, esperienza che gode di ampia letteratura all’estero Gran Bretagna, Germania, ma anche Usa e Giappone eppure ancora inedita dalle nostre parti. Un progetto promosso dall’Accademia di Belle Arti con il finanziamento dell’Assessorato Attività Produttive della Regione EmiliaRomagna, e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, supportata da un team work d’indirizzo e da un comitato scientifico strategico, presieduto da Giovanni Anceschi. Il Design Center bolognese è il primo che si apre in Italia come struttura di servizio per implementare l’economia attraverso il design facendo di tutto per inserire il design all’interno dei vari comparti dei processi di produzione, cercando di fare da ponte tra professionisti e imprese e mettendo a fuoco gli strumenti di ricerca che possano essere utilizzati sia dagli uni che dagli altri, ma soprattutto dalle imprese. Questo nuovo centro si rivolge direttamente alle aziende creando anche le condizioni perché il designer possa lavorare. Importante quindi non tanto il prodotto, ma lo studio del concept e delle strategie all’interno delle quali l’operato del designer serve a dare vita al prodotto definitivo. Il Design Center ha voluto nascere proprio a Bologna in quanto l’economia emiliano-romagnola è un’economia di filiera, fatta di prodotti nel cui ciclo produttivo si inseriscono diverse aziende e non tutti i compartecipanti a questa filiera vedono arrivare il proprio prodotto sugli scaffali. Quindi, l’idea del design colpisce una percentuale ancora limitata di prodotti; ma avendo d’altro lato competenze tecniche/tecnologiche elevatissime, molte aziende potrebbero intuire la sostanzialità del design nei loro processi. Ecco alcune delle attività in piano: il convegno nazionale sul packaging, realizzato il mese scorso, la conferenza internazionale sul design for all in programma per Novembre, così come il ciclo di workshop per le imprese, dedicati ad alcuni settori strategici del design, come l’automotive, la moda, il management e la fornitura di una serie di servizi di base come per esempio il checkup dell’impresa per verificare dove potrebbe essere inserito il design all’interno del loro percorso produttivo oltre alle indagini annuali su tematiche di attualità.

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Beauty blogger

di Ilaria · pubblicato il 26 Mar 2008
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Ilaria

La potenza della rete!

Recenti ricerche (e concreta esperienza) ci portano ad affermare che le beauty blogger sanno essere in grado di spostare l’ago della bilancia degli acquisti. Si tratti di una creama, di un accessorio, di un gioiello o di un rossetto, gruppi di donne nella rete si troveranno per mettere alla prova l’oggetto, valorizzarlo o mortificarlo a seconda dei principali trend e anche di un pò di casualità.

Secondo un’indagine dell’americana The Banchmarketing Company il 30% delle consumatrici sceglie i prodotti da acquistare seguendo indicazioni trovate nei forum e nei blog, percentuale che scende sopra i 50% se si considera il target under 30.

Questo si traduce in un’acquisizione di potere economico da parte delle (dei) blogger, con la conseguenza che le aziende hanno iniziato a coccolare gli utenti dei siti inviando loro campioncini di prodotti e invitandoli agli eventi e alle presentazioni delle novità aziendali nel mal celato tentativo di orientare i gusti, più che mai liberi, della community.

I grandi giornali americani non hanno potuto fare altro che adeguarsi: da Glamour, a Vanity ad Allure prossimo all’apertura web.

E in Italia? Il trend si avverte anche se con meno clamore. Le utenti di pinkblog.it discutono della loro routine di bellezza, stessa cosa per le appassionate di alfemminile.it, mentre le teenager si danno appuntamento su Il blog di Marta della rivista topgirl per consigliarsi come truccarsi e che prodotti utilizzare per i loro primi esperimenti di acconciatura. In questi dialoghi a più voci viene riconosciuta volentieri autorevolezza a chi dimostra di avere più competenza, come un utente particolarmente esperto o una figura professionale capace di farsi amare ed accettare in queste piazze virtuali.

In Italia non è al momento possibile tracciare una mappa precisa dei blog capaci davvero di dettar moda con autorevolezza pari a testate giornalistiche anche se molto si sta muovendo e possiamo scommettere che a breve saremo noi blog a fare il bello e il brutto del marketing di un’azienda.

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Parlano di noi

di admin · pubblicato il 11 Feb 2008
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Qui :-)

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Elogio dello stile

di admin · pubblicato il 03 Dic 2007
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Benvenuti su OdS, altrimenti detto OfficinaDelloStile, un nuovo blog. Che c’è di strano, tutti hanno un blog! Officinadellostile non sarà diverso ma proverà a guidare il treno dell’innovazione in azienda, punta di un iceberg di collezioni, design, gioielli, grandi nomi che l’azienda che ha voluto questo progetto, Debora Carlucci, da anni coltiva.

Ci piace parlare poco e dimostrare molto, via subito col primo post quindi!

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