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La moda, fortunatamente, non è solo quella dettata dalle passerelle e dalle starlette di turno. La moda è anche quella data da chi è fashion ma detesta essere “victim” e che mette la propria creatività al servizio della comunità. Ecco allora una moda creata on line che strizza soltanto l’occhio alla moda da maison e che poi gioca tutto sulla personalizzazione
Non solo modelle quindi, come esempi da imitare ma gente della strada; passerelle a cui ci si reca solo per passione e per prendere ispirazione, mentre i very trend compaiono dal basso, dalla strada appunto. Fenomeno tanto evidente che il New York Times, dedica una rubrica al fenomeno che vede nel web il suo punto di ritrovo naturale. Qualche indirizzo utile allora per monitorare la situazione: Fashionhunter.net, sito dedicato alla street fashion, fratello italiano del più globale Streetpeeper.com che mette insieme il meglio dai marciapiedi delle più grandi metropoli. London street fashion, lo dice il nome, si concentra solo su Londra come anche Face Hunter. Per le strade di San Francisco Streetfancy.blogspot, fondato da Matthew L. Gates, blogger di fama, e gestito con alcuni amici. Su Fuk il motto è “fashion from the concrete catwalk” ovvero la moda delle passerelle di catrame. E per chi vuole fare un giro in Giappone, dove tutto ebbe origine, c’è Style-Arena. Gli amanti di Seattle e delle sue pioggerelline, non possono perdersi Pikepine, che tra l’altro è uno dei siti più famosi sulla street fashion. Funziona col sistema dell’autogestione, infine, il blog Share your look: il lettore si scatta una foto, la spedisce e finisce online.
Il blog più celebre di tutti è The Sartorialist, che è finito, come orgogliosamente enuncia la scritta che campeggia in home page, nella classifica di Time Magazine “Top 100 Design Influencers”. Il proosimo della lista? OfficinaDelloStile ovviamente



Uno show sexy, deluxe & rock invece è proposto da 
