Poco tempo fa su Repubblica è uscito un interessante articolo sul divorzio. Sul divorzio in tempo di crisi e sul divorzio come fenomeno di costume. Anche se c’è la crisi, infatti, gli italiani continuano a divorziare: l’ Istat calcola un aumento del 2,3% (ogni anno 160.000 italiani si separano, e 100.000 divorziano. Oltre a 20.000 rotture tra le famiglie di fatto) anche se per dimezzare le spese si opta per un addio consensuale. Per rendere meno traumatico un “rito di passaggio” arriva anche in Italia il salone del divorzio. Dopo Vienna, nel 2007, e dopo Londra e Parigi nel 2009, tocca ora a Milano ospitare questa sorta di fiera dell’ addio ma anche del ricomincio da me il cui titolo è già un programma: “Ex, punto e a capo”. La chiave è sdrammatizzare. L’obiettivo è di laciarsi con il minor rancore possibile, e soprattutto riducendo il danno, cercando di rendere il più indolore possibile una pratica sempre più diffusa. Milena Stojkovic, mediatrice famigliare di Ciao Amore, agenzia di divorce planning, ha raccontato che: «Oggi le coppie arrivano alla decisione di separarsi e di divorziare con un’ incredibile leggerezza. Con superficialità. Tutto è banalizzato e allo stesso tempo drammatizzato. E chi ci va di mezzo sono i figli». Cosa che conferma il presidente dell’ Associazione matrimonialisti italiani, l’ avvocato Gian Ettore Gassani: «Gli italiani si contendono i figli come fossero oggetti da espropriare o, peggio, bottino di guerra anche nell’ ambito delle apparentemente miti separazioni consensuali. I danni subiti dai bambini contesi sono verificabili nelle migliaia di perizie psicologiche depositate nei tribunali e nell’ aumento vertiginoso del ricorso alla psicoterapia infantile. Ogni anno si contano nel nostro Paese 160mila nuovi separati, 100 mila nuovi divorziati e la rottura di 20mila famiglie di fatto». Il divorzio, costosissimo su vari fronti, può ridurre in miseria, ricorda l’ Associazione matrimonialisti italiani, che diffonde dati secondo cui il 25 per cento degli ospiti delle mense dei poveri sono separati e divorziati. Nell’ 80 per cento dei casi si tratta di padri che, pagato l’ assegno di mantenimento, si ritrovano senza risorse. Il salone “Ex, punto e a capo”, l’8 e 9 Maggio a Milano all’ Hotel Marriott di via Washington, ha provato a sdrammatizzare tutto questo. «Si può divorziare in modo civile, a volte addirittura in allegria: quando la mia ex ottenne il divorzio dal suo precedente marito per esempio le organizzai una festa, con tanto di partecipazioni agli amici e bomboniere a forma di forbici», racconta Franco Zanetti, che di “Ex, punto e a capo” è l’ ideatore. «La prima cosa da fare per ripartire – secondo lui - è non sentirsi in colpa, rinnovarsi. Per questo abbiamo coinvolto dietologi, palestre, chirurghi estetici, scuole di ballo, beauty farm». Si riduce a questo il divorzio? Fortunatamente ci sarà anche un approccio più serio: «Al salone avremo un’ agenzia anti-stalking, soprattutto per le donne, e, a tutela degli uomini, saranno al lavoro gli esaminatori del Dna, visto che in Italia un bambino su dieci non è figlio del padre presunto», sottolinea Zanetti. Insomma divorzio grande business, forse ancor più del matrimonio. L’ideatore continua «Quello su cui puntiamo con maggior spiegamento di mezzi è il coté operativo, per un divorzio chiavi in mano, con la presenza di studi legali, squadre di psicologi, agenzie matrimoniali, investigative, immobiliari, disbrigo pratiche, agenzie di viaggi, servizi di babysitter ma anche di dogsitter, depositi temporanei per mobili e cose, decoratori, arredatori, ditte di traslochi e via elencando». Ci sarà anche un’ agenzia che si chiama Marito in affitto, a offrire, per 15 euro l’ ora, dalla piccola riparazione agli altri lavori domestici tipicamente maschili. Ci saranno esempi di liste di divorzio su modello britannico nel caso parenti e amici vogliano fare un regalo utile al divorziato. E ci saranno le prime agenzie tutte italiane di divorce planning, come Ciao Amore, che si occuperà di rimettere in piedi il coniuge dopo la separazione, fino a organizzare veri e propri divorce party.
Tags: divorzio, marito in affittoAbout us
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