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Crisi? I gioielli sono i primi a ripartire

di Matteo · pubblicato il 27 Mar 2009
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Matteo

Crisi a tappeto per il settore dei beni di lusso anche se, come abbiamo visto, sono diversi i casi in cui alcuni marchi riescono a rimanere a galla discretamente.
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sbk-big-web02-thumb.jpgL’azienda Circuiti Gioielli, è lieta di annunciare l’accordo con Dinamo I.C.Q. per il lancio della prima collezione di gioielli a marchio SBK. Circuiti Gioielli era già entrata nel mondo SBK nel 2008 grazie alla realizzazione della collezione di gioielli a marchio 41 per il pilota giapponese e nuovo portacolori del team Ducati Noriyuki Haga.

La collaborazione durerà fino al 2010 e prevederà una collezione di gioielli pensati per tutti gli appassionati e le appassionate di Superbike: bracciali, collane, ciondoli, gemelli, pin, realizzati in acciaio, oro rosso e smalto, tutti rigorosamente marchiati SBK e Circuiti Gioielli.

La novità assoluta sarà la consegna al futuro campione del mondo Superbike del “Championship Ring”. Gianfranco Quartaroli, infatti, creativo e amministratore unico del marchio, ha realizzato un anello in oro bianco, completamente incastonato di diamanti del valore di 30 mila euro, che riporta al centro il logo SBK e, sulla parte inferiore e superiore, le incisioni “2009 World Champion”. Sui lati dell’anello sarà inciso il numero e il nome del vincitore del mondiale. Il Championship Ring, inoltre, per il prossimo Natale, sarà disponibile in replica, costruito in acciaio e smalti, per tutti gli appassionati e i collezionisti del merchandising ufficiale SBK.

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Sono 370 le emiliano romagnole titolari di negozi su eBay.it, ma il numero e’ destinato a crescere ancora. Lo rileva una ricerca condotta dal principale portale di aste on line, che spiega come le donne della regione prediligono la vendita di gioielli di bigiotteria, settore in cui competono con le colleghe di Lombardia, Piemonte, Toscana, Sardegna e Trentino, ma si occupano anche di vini rossi, rispetto a cui le sole competitor sono le donne umbre. Un’altra passione e’ la ricostruzione delle unghie: tante, infatti, si sono specializzate nella vendita di tutto cio’ che e’ necessario per la ‘Nail Art’.

Dobbiamo sottolineare come il commercio elettronico in fatto di gioielli sia ormai in espansione e le donne acquistano con molta tranquillità e divertimento i loro gioielli attraverso Internet.

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Chi non ha provato almeno una volta nella vita un anello segnaumore, di quelli che cambiano colore a seconda delle nostre lune?

Bruttini, tra il kitch e l’eccessivamente alternativo, nonostante tutto affascinanti per la loro capacità di decodificare il nostro umore - anche se spesso era piuttosto il nostro umore che si adeguava al colore dell’anello: è arancione, oddio, sono preoccupata? dovrei preoccuparmi? ci sarà qualcosa che non va?…

La Philips ha ripreso il concetto ed ha sviluppato Skintile, una serie di gioielli da indossare a pelle che “percepiscono” stati d’animo e pensieri di chi li indossa (a che pro mi è tuttavia oscuro…), di certo esteticamente e tecnicamente migliori degli anelli, ma altrettanto certamente meno facili da indossare.

Oggi tra le giovanissime c’è ancora un mercato che può continuare a vendere anelli segnaumore, ma tra i 25 i 35 anni, non si usa più questo tipo di ornamento, perchè considerato inutile.

Anzi la donna di oggi vuole nascondere il suo umore, vuole sedurre mascherandosi dietro espressioni e silenzi.

Che ne dite?

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Scegliere le fedi

di Matteo · pubblicato il 10 Mar 2009
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Matteo

Gli anelli nuziali, come quelli di fidanzamento, hanno origini molto antiche. L’abitudine di indossare un cerchietto d’oro dopo il matrimonio si affermò, però, solo a partire dal XVI secolo. La consuetudine di incidere i nomi degli sposi e la data delle nozze all’interno della vera risale al Settecento. La tradizione, dunque, impone che le fedi siano in oro giallo.

Oggi, però, la moda le propone anche bianche di platino. A sceglierle sono entrambi i fidanzati, ma è lo sposo ad acquistarle e a portarle in chiesa o in municipio il giorno delle nozze. Per la cerimonia in chiesa possono essere portate in un cestino foderato di pizzo bianco da un bambino o da una bambina, che precede gli sposi durante la marcia nuziale verso l’altare.

La parola in lingua italiana “anello”, deriva la sua etimologia dal termine latino “anellus”, diminutivo di “anus” che, appunto, vuol dire cerchio. Simbolo di amore eterno e duraturo, l’anello rappresenta, idealmente, la vita che si rinnova e che ricominciando, giorno dopo giorno, si ratifica e fortifica nel tempo. Per tale nobile motivo quindi, l’anello è stato scelto quale simbolo principale dell’unione materiale e spirituale dei novelli sposi, che ricongiungono le proprie anime, al cospetto di Dio e della Legge.

Ornamento di origini antichissime, esso si è infatti perpetrato nei meandri della storia ergendosi addirittura ad emblema dello status sociale delle persone, sino a consacrarsi, in modo definitivo, quale simbolo di legame indissolubile nelle varie tradizioni legate al matrimonio, rappresentando, nella sua perfezione sferica, l’unione dell’esistenza di due persone realmente innamorate, in una sola. La scelta di tali anelli, spetta irrinunciabilmente ai futuri sposi e che, tale piacevole incombenza, non dovrebbe delegarsi a nessun altro, al di fuori della coppia.

Sono pertanto i fidanzati che, insieme, la scelgono (anche se poi l’acquisto, spetterà, rigorosamente, al futuro sposo!) proprio perché,si tratta di un dono reciproco che dovranno portare entrambi al dito assecondando i propri gusti e le proprie preferenze, sia per quanto riguarda la forma, sia per quanto concerne i materiali. Infatti, in questo campo, non esistendo scelte obbligate, non è necessario attenersi i canoni classici o quelli del desing più attuale, potendo di conseguenza spazzare dalle fedi più tradizionali (e, per questo, ricche di fascino perché senza tempo e, al di là del tempo), alle possibili variazioni sul tema, alle re-interpretazioni storiche. E’ naturale però che queste variazioni avranno senso soltanto se inserite in un determinato contesto nuziale in quanto, prescindendo dall’intero stile della cerimonia, non avrebbero alcun senso.

Il consiglio quindi, è quello di affidarsi alla tradizione che indica, tra le fogge più diffuse, i modelli principali: la “francesina”: è la “regina delle fedi”, molto sottile e leggermente bombata, la “mantovana”: è la fede piatta, a fascia larga, più alta e, solitamente più pesante, la fede piatta, la “tradizionale”: è la fede mezzatinta, dall’arco un po’ più schiacciato, la “fede incrociata”: è la fede a più cerchi, dal desing più moderno, la “fede classica”: è la fede estremamente semplice, ma comunque molto raffinata, a fascia, con i bordi smussati.

Fonte: E-Cremonaweb

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