Bizzarro concorso a premi per lasciare ai postumi tracce di noi
Sarà davvero una sorpresa per gli archeologi del futuro remoto rinvenire nel sottosuolo di Lerici alcuni oggetti di design dei nostri tempi, ma per il momento se ne parla come di un’iniziativa di certo un po’ strampalata ma comunque in grado di stuzzicare la fantasia. Fatto sta che saranno sepolti al parco pubblico di Lerici dieci oggetti di design moderno votati da una giuria popolare e virtuale aperta sul sito del concorso www.pulchra.it, da “pescare” in rete tra cento oggetti scelti da una giuria presieduta da un architetto di Reggio Emilia, Sandro Silvi. Il voto è ovviamente segreto e gratuito, e si può indicare la propria classifica personale del gusto. In palio 10mila euro: e’ il premio per il votante che azzecca la classifica finale. Quando saranno chiuse le votazioni, il 31 Dicembre di quest’anno, si stabilirà una data per gli scavi e l’interramento. E’ una sorta di tesoro destinato a diventare archeologia del futuro: fra migliaia di anni, tracce del nostro design e della nostra tecnologia saranno ancora sotto terra dove rimarranno custodite da una capsula speciale
Dal made in Italy al made in Emilia Romagna. A Bologna si è dato vita al Design Center, esperienza che gode di ampia letteratura all’estero Gran Bretagna, Germania, ma anche Usa e Giappone eppure ancora inedita dalle nostre parti. Un progetto promosso dall’Accademia di Belle Arti con il finanziamento dell’Assessorato Attività Produttive della Regione EmiliaRomagna, e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, supportata da un team work d’indirizzo e da un comitato scientifico strategico, presieduto da Giovanni Anceschi. Il Design Center bolognese è il primo che si apre in Italia come struttura di servizio per implementare l’economia attraverso il design facendo di tutto per inserire il design all’interno dei vari comparti dei processi di produzione, cercando di fare da ponte tra professionisti e imprese e mettendo a fuoco gli strumenti di ricerca che possano essere utilizzati sia dagli uni che dagli altri, ma soprattutto dalle imprese. Questo nuovo centro si rivolge direttamente alle aziende creando anche le condizioni perché il designer possa lavorare. Importante quindi non tanto il prodotto, ma lo studio del concept e delle strategie all’interno delle quali l’operato del designer serve a dare vita al prodotto definitivo. Il Design Center ha voluto nascere proprio a Bologna in quanto l’economia emiliano-romagnola è un’economia di filiera, fatta di prodotti nel cui ciclo produttivo si inseriscono diverse aziende e non tutti i compartecipanti a questa filiera vedono arrivare il proprio prodotto sugli scaffali. Quindi, l’idea del design colpisce una percentuale ancora limitata di prodotti; ma avendo d’altro lato competenze tecniche/tecnologiche elevatissime, molte aziende potrebbero intuire la sostanzialità del design nei loro processi. Ecco alcune delle attività in piano: il convegno nazionale sul packaging, realizzato il mese scorso, la conferenza internazionale sul design for all in programma per Novembre, così come il ciclo di workshop per le imprese, dedicati ad alcuni settori strategici del design, come l’automotive, la moda, il management e la fornitura di una serie di servizi di base come per esempio il checkup dell’impresa per verificare dove potrebbe essere inserito il design all’interno del loro percorso produttivo oltre alle indagini annuali su tematiche di attualità.