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“Il tacco a spillo. Fascino e seduzione”

di Ilaria · pubblicato il 30 Apr 2008
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Ilaria

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Cosa c’è di più femminile di un affusolato tacco a spillo? Probabilmente nulla, ecco perché è stata dedicata una mostra a questo indiscusso simbolo della seduzione femminile, dai primi modelli firmati Ferragamo alle Manolo Blahnik celebrate nel cult Sex & the City “Il tacco a spillo” è protagonista di una mostra al castello di Vigevano dal 23 febbraio al 25 maggio. Nella mostra, celebrazione della seduzione femminile, sono presentati oltre 100 i modelli, dai primi creati negli anni ‘50 ai giorni nostri, per raccontarne la storia, attraverso grandi scritte sui muri, immagini fotografiche e pezzi originali.

Qualche esempio di ciò che si può ammirare:Si inizia con le prime calzature con tacco a spillo create firmate Ferragamo, “il calzolaio delle dive”, come la court shoe di Marilyn Monroe, i sandali per Lana Turner e Sofia Loren, e da Dal Cò per Brigitte Bardot e le dive di Cinecittà. Accanto ai nomi italiani anche grandi nomi francesi come Roger Vivier, famoso per il celebre stiletto per Marlene Dietrich, e Charles Jourdan.Il filo temporale, conduttore della mostra, prosegue quindi con i modelli più recenti che hanno attratto milioni di donne segnando un punto di svolta per la moda delle calzature. Manolo Blahnik, reso celeberrimo dal dal serial Sex and the City, non poteva mancare come anche, gli stiletti di Jimmy Choo; si sottolinea anche Christian Louboutin, autore di modelli estremi, ed Andrea Pfister.Gli intramontabili nomi della moda internazionale non potevano comunque mancare: Giorgio Armani, Lagerfeld, Donna Karan, Givenchy, Vuitton e gli italiani René Caovilla, con le sue scarpe gioiello; Zanotti, amato da Jennifer Lopez, Beyoncé e da Britney Spears e lo stilista Paciotti con il suo stile moderno e aggressivo. I nomi nuovi nel panorama internazionale non sono stati comunque snobbati, ecco allora le creazioni di Courtney Crawford, Amaterasu e Guillaume Hinfray.Designer emergenti e non che hanno saputo interpretare la scarpa femminile, con il suo vertiginoso tacco a spillo, una creazione artistica, un oggetto del desiderio e anche un’espressione del lusso e dell’unicità che ogni donna desidera rappresentare.

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Fashion, ma street

di Ilaria · pubblicato il 23 Apr 2008
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Ilaria

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La moda, fortunatamente, non è solo quella dettata dalle passerelle e dalle starlette di turno. La moda è anche quella data da chi è fashion ma detesta essere “victim” e che mette la propria creatività al servizio della comunità. Ecco allora una moda creata on line che strizza soltanto l’occhio alla moda da maison e che poi gioca tutto sulla personalizzazioneIl fenomeno che si dice capace di scuotere il sistema viene definito “street fashion”, espressione che viene dal Giappone: un capo classico o firmato, personalizzato e trasformato da chi lo indossa attravero modifiche o l’inserimento di elementi nuovi o tradizionali. Si parte dall’acquisto di un abito finito, in negozio, poi lo si rende unico, eventualmente intervenendo anche con forbici, ago e filo.

Non solo modelle quindi, come esempi da imitare ma gente della strada; passerelle a cui ci si reca solo per passione e per prendere ispirazione, mentre i very trend compaiono dal basso, dalla strada appunto. Fenomeno tanto evidente che il New York Times, dedica una rubrica al fenomeno che vede nel web il suo punto di ritrovo naturale. Qualche indirizzo utile allora per monitorare la situazione: Fashionhunter.net, sito dedicato alla street fashion, fratello italiano del più globale Streetpeeper.com che mette insieme il meglio dai marciapiedi delle più grandi metropoli. London street fashion, lo dice il nome, si concentra solo su Londra come anche Face Hunter. Per le strade di San Francisco Streetfancy.blogspot, fondato da Matthew L. Gates, blogger di fama, e gestito con alcuni amici. Su Fuk il motto è “fashion from the concrete catwalk” ovvero la moda delle passerelle di catrame. E per chi vuole fare un giro in Giappone, dove tutto ebbe origine, c’è Style-Arena. Gli amanti di Seattle e delle sue pioggerelline, non possono perdersi Pikepine, che tra l’altro è uno dei siti più famosi sulla street fashion. Funziona col sistema dell’autogestione, infine, il blog Share your look: il lettore si scatta una foto, la spedisce e finisce online.
Il blog più celebre di tutti è The Sartorialist, che è finito, come orgogliosamente enuncia la scritta che campeggia in home page, nella classifica di Time Magazine “Top 100 Design Influencers”. Il proosimo della lista? OfficinaDelloStile ovviamente ;-)
Fonte: donna.libero.it

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Penne espanse e telecomandi preghiera

di Ilaria · pubblicato il 17 Apr 2008
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Ilaria

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Il limite sensoriale degli strumenti hi-tech è principalmente quello di non dare un’idea tattile o visiva della loro capacità. Questo gap è però ora coperto da Flashbag, piccolissima e coloratissima penna USB ideata da Dima Komissarov, che si gonfia come un palloncino man mano che si inseriscono dati. Komissarov ha ideato molteplici forme particolari, dalla pennina classica, coloratissima ma dal design pulito, a quella a forma di borsetta di coccodrillo o di pesce palla, fino alla più piccola, disegnata sulle fattezze di Bob La Spugna, tanto in voga tra i piccoli e non solo.Non c’è bisogno quindi di aspettare la scritta luminosa “There is not enough free space” sul piccolo display in quanto da soli ci si può accorgere che il dispositivo è sul punto di esplodere.E’ d’obbligo monitorare il giovane trentatreenne designer russo, art director dell’agenzia di Pubblicità e Comunicazione Lebrand, che ha all’attivo più di 400 lavori di design, tra stampe, siti web e oggettistica hi tech. Vanta clienti internazionali famosissimi quali le Nazioni Unite, Mtv, Danone e la Yukos.Qualche altro oggetto utile e curioso? la Remobeads, un telecomando-bracciale, coloratissimo e luminoso che permette di cambiare canale semplicemente scorrendo le dita tra le perle di questo oggetto simile ad un rosario da preghiera. Il designer, in una recente intervista a Stile .it, ha affermato di amare qualsiasi terreno in cui può esprimere la sua creatività, dando nuovo senso agli oggetti di uso comune, dal disegno di interni, alla pubblicità, all’hi-tech. Qual è per lui il ruolo del design oggi? Suscitare emozioni ‘colorando il mondo’!

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Si parte! Dal 16 al 21 aprile a Milano avrà luogo il salone del mobile, un evento di eventi con Dentro&Fuori salone, un periodo di fibrillazione in cui Milano si muove e si tinge per dar spazio ai mostri della creatività che arreda. Sono per l’80% italiani gli espositori che hanno riempito gli spazi della nuova fiera in zona Rho-pero (e ci sono richieste inevase per altri 40 mila metri quadri), aziende che danno lustro all’Italia in un settore in crescita che ci vede come primi produttori europei e secondi al mondo dopo la Cina.

 

Un evento di questo tipo è un contenitore di creatività che viene visto con ammirazione da tutto il mondo, più che visto sarebbe meglio dire osservato. Saranno moltissimi infatti i buyer internazionali pronti a portare il made in Italy in tutto il mondo. La sfida per il Salone del mobile è quella di creare con questi partner delle collaborazioni continuative e la parola chiave per farlo è rete distributiva.  Noi di OdS ci saremo, e voi?

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OdS intervista Q3

di admin · pubblicato il 06 Apr 2008
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Colpaccio per OdS! Abbiamo intervistato Judith, il Suo progetto http://www.q3style.it/ è follemente interessante.. a voi!

 

1) Vi definite “comunità di invenzioni estetiche” e “piattaforma per giovani stilisti”, possiamo dire che Q3 è un tentativo di portare off line la filosofia 2.0 (che riassumiamo con colpevole sintesi in condivisione, ricerca, partecipazione)?

 

“comunità di invenzioni estetiche” vuol dire che non serve avere già un nome o un capitale investito in una propria linea. Basta avere un’idea, il coraggio di realizzarla e fare la prova nella vetrina di Q3.” Piattaforma per giovani stilisti” significa dare spazio a emergenti e a sconosciuti che devono ancora farsi la strada, che sono all’´ ombra delle marche griffe. Q3 non è un negozio e basta perché – come gli stilisti - anche Q3 si sviluppa in continuazione.

La piattaforma come negozio è già troppo piccola visto che ogni giorno ricevo email di stilisti di tutta Europa che mi propongono le loro collezioni. Purtroppo non posso esporre tutti quanti… Ecco perché Q3 diventa quest’anno anche un’agenzia che promuove gli stilisti con una capacità produttiva più elevata in una maniera più efficiente sia Italia che in Giappone.

 

2) Chi c’è dietro Q3? Perchè proprio Torino?

Dietro Q3 c´è la stilista Berlinese Judith Krüger. Lei si è innamorata subito in questa città. Si sente l’energia del cambiamento e un certo risveglio. La strada sarà lunga e faticosa per convincere anche i Torinesi. Una certa attenzione per le cose diverse è comunque già nell’aria. Basta spingerla…


3) Cosa bisogna fare per meritarsi una vetrina da Q3?


Niente di particolare. Da me possano venire tutti quelli che vogliono fare la prova. Purtroppo devo fare una selezione perché il mio spazio è molto piccolo…. Da quest´anno con l´agenzia ci sará posto per molti altri stilisti…


4) Qual’è stato l’approccio della città ad un progetto tanto particolare? Vi ritenete soddisfatti dei risultati di vendita?


L’approccio è assolutamente positivo. Ma come con tutte le cose sconosciute ci vuole un po’ di tempo per farsi conoscere. Devo comunque dire che coloro che hanno conosciuto Q3 sono rimasti entusiasti, questo naturalmente mi ha incoraggiato molto.


5) Vi sentite un “mero” distributore o il fatto di ricercare con cura i propri “fornitori” vi rende qualcosa di diverso? Riuscite a comunicare la vostra filosofia anche a chi non ha visto il vostro sito?


Io ricerco con tantissima cura i miei fornitori. Ci sono certi criteri che gli stilisti devono rispettare: i prodotti non devono essere fatti in China o in altri paesi che sostengono lo sfruttamento o non rispettano i diritti umani. In più viene l’attenzione ai tessuti biologici. Questo è il futuro. Alla fine il sito è solo la presentazione dell’idea, ma solo entrando nel negozio si riesce a viverla. Con lo spazio nuovo su myspace ( www.myspace.com/q3style ) sfrutto la possibilità di diventare più personale…


6) Cos’è per voi la creatività?

 

La creatività per me è avere il coraggio di realizzare un’idea senza spendere tanti soldi. Tutti devono diventare più creativi con i propri obiettivi. Q3 propone abbigliamento fatto con l’obiettivo “passione e tempo” invece di “massa e velocità”.

 

7) Qual’è il futuro di Q3?

Il futuro per Q3 sarà sicuramente uno sviluppo permanente. Come ho già spiegato prima, Q3 diventa sempre piú una piattaforma a livello nazionale e internazionale per promuovere stilisti di un certo taglio, mentre lo “Showroom” di Via Monferrato 23/f rimane per gli stilisti che sono ancora all’inizio. Poi un giorno posso immaginarmi un laboratorio che aiuta di fare i primi passi agli stilisti emergernti nel mondo di produzione. Non ci sono limiti per altri progetti…

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C’è il dialogo nel futuro del design

di admin · pubblicato il 02 Apr 2008
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Pillola: leggendo l’intervista a Ignacio Germande su glamour segnamo due concetti:

- interaction design, il futuro è nel dialogo tra oggetti (c’è anche un institute in merito a Milano)

-  learning on the job: imparare nel design significa lavorare, ecco perchè Ignacio vorrebbe un master da 12 mesi..con 12 mesi di stage!!!

Un link che ci consiglia? An incomplete Manifesto for Growth di Bruce Mau

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Comprare on line? Senza invito non è cool!

di admin · pubblicato il 02 Apr 2008
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Sembra ormai più un modello di business che un’opportunità, ma forse è entrambe le cose,  fatto sta che l’acquisto on line in supersconto è diventato una piacevole novità per chi ama fashion e moda. Sono 3 i siti che segnaliamo

 

Born4shop

 

Buyvip

 

Saldiprivati 

 

Tutti questi siti si caratterizzano per un accesso ad invito che rende quindi esclusivo e “invitante” il fatto di essere membri della community, sicuramente questo è vantaggioso per i singoli siti che hanno dei ritorni in termini percentuali sapendo che “x iscritti su y compreranno” ma anche per gli utenti che possono trovare buoni sconti su prodotti anche interessanti, l’equilibrio che farà guadagnare i venditori o i compratori starà tutto nell’accortezza di questi ultimi nel vagliare le offerte e soprattutto nell’appofittare (nel marketing cherry picking) del lancio di nuovi progetti di questo tipo (pare che su buyvip la playstation3 costasse 199 euro..come lancio).. è possibile che per una volta questo sia un “gioco a somma positiva” con entrambe le parti a guadagnarci?

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Il telefono Lego

di admin · pubblicato il 01 Apr 2008
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Probabilmente non è bellissimo, ma di certo è un accessorio geek e cool. Costruito completamente con mattoncini Lego contiene un cassettino in cui si trovano altri pezzi del più famoso tra i giocattoli da costruire. L’oggetto in questione è assolutemente funzionante ed è in vendita a 60$ su Ericofon

Volete comprarvi un pezzo di storia?

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