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Neodesign: si tratta del design che non crea solo oggetti ma strategie e che si sta celebrando con la mostra “Design and Elastic Mind” aperta il 24 Febbraio scorso al Moma, il Museum of Modern Art di New York.
L’idea principale della mostra è che la scienza e la tecnologia hanno cambiato il nostro rapporto con lo spazio e con il tempo mettendoci nelle condizioni di vivere e comunicare più rapidamente. Il questo scenario, il neo designer è quello che sa adattarsi, cavalcando la velocità, l’immediatezza e la flessibilità delle mode, dei desideri e della stessa vita.
Paola Antonelli, curatrice della mostra, afferma che il design è un approccio a migliorare il mondo, per questo ha voltuto soltanto oggetti “sublimi” capaci di esprimere il cambiamento in atto, che dice ben interpretato dai designer italiani.
In un panorama in cui si fa strada l’art design e che vede prezzi da capogiro per pezzi unici, questa mostra vuole pensare invece al design su larga scala, al design che si occupa dei destini delle persone e che lega etica e ricerca estetica intravedendo un futuro importante per i designer che saranno chiamati a creare un contatto tra imprenditori e forze sociali.
La mostra promette di intraprendere presto un cammino di valorizzazione del design umanitario, quello della sensualità, della memoria, della ricerca d’identità.
Gli stimoli sono molti, le avanguardie molto forti, ma anche se qualche espressione non sarà capita è necessario tenere presente la dimensione sociale e democratizzata che stanno assumendo sempre più le manifestazioni di stile.
Tags: MoMa, neodesign


