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Beauty blogger

di Ilaria · pubblicato il 26 Mar 2008
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Ilaria

La potenza della rete!

Recenti ricerche (e concreta esperienza) ci portano ad affermare che le beauty blogger sanno essere in grado di spostare l’ago della bilancia degli acquisti. Si tratti di una creama, di un accessorio, di un gioiello o di un rossetto, gruppi di donne nella rete si troveranno per mettere alla prova l’oggetto, valorizzarlo o mortificarlo a seconda dei principali trend e anche di un pò di casualità.

Secondo un’indagine dell’americana The Banchmarketing Company il 30% delle consumatrici sceglie i prodotti da acquistare seguendo indicazioni trovate nei forum e nei blog, percentuale che scende sopra i 50% se si considera il target under 30.

Questo si traduce in un’acquisizione di potere economico da parte delle (dei) blogger, con la conseguenza che le aziende hanno iniziato a coccolare gli utenti dei siti inviando loro campioncini di prodotti e invitandoli agli eventi e alle presentazioni delle novità aziendali nel mal celato tentativo di orientare i gusti, più che mai liberi, della community.

I grandi giornali americani non hanno potuto fare altro che adeguarsi: da Glamour, a Vanity ad Allure prossimo all’apertura web.

E in Italia? Il trend si avverte anche se con meno clamore. Le utenti di pinkblog.it discutono della loro routine di bellezza, stessa cosa per le appassionate di alfemminile.it, mentre le teenager si danno appuntamento su Il blog di Marta della rivista topgirl per consigliarsi come truccarsi e che prodotti utilizzare per i loro primi esperimenti di acconciatura. In questi dialoghi a più voci viene riconosciuta volentieri autorevolezza a chi dimostra di avere più competenza, come un utente particolarmente esperto o una figura professionale capace di farsi amare ed accettare in queste piazze virtuali.

In Italia non è al momento possibile tracciare una mappa precisa dei blog capaci davvero di dettar moda con autorevolezza pari a testate giornalistiche anche se molto si sta muovendo e possiamo scommettere che a breve saremo noi blog a fare il bello e il brutto del marketing di un’azienda.

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Flagship Swarovski a Tokio

di admin · pubblicato il 26 Mar 2008
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OdS Intervista GiulyStyle

di admin · pubblicato il 18 Mar 2008
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admin

OdS ha l’onore di intervistare una delle blogger più seguite quando si parla di moda, stile e design, stiamo parlando della frizzante GiulyStyle che dal suo blog ogni giorno consiglia e segnala le ultime novità, una risorsa inesauribile per gli addetti ai lavori ma anche una preziosa ancora di salvezza per chi cerca idee moda e per chi vuole comprendere quali saranno le tendenze future, a voi!

Ciao Giuly, grazie per aver accettato di fare due chiacchiere con noi, ci dici qualcosa di te?

Innanzitutto grazie per avermi ospitato su “Officina dello stile”! Ho 28 anni sono di Milano, dopo il liceo classico mi sono laureata allo IULM in Relazioni Pubbliche con una tesi su Audrey Hepburn. Dopo alcuni anni in un’agenzia di PR, attualmente lavoro nella redazione di un magazine internazionale di moda e arte. Oltre ad avere una passione per la moda, amo molto l’arte e il design, adoro il mare e abbandonarmi alla lettura di un buon romanzo. E in macchina toglietemi tutto ma non l’autoradio!


Il tuo blog http://giulystyle.blogspot.com/ è un successo del web, frizzante e giovane, come hai avuto l’idea di aprire un blog?

Grazie! L’idea è nata un anno e mezzo fa circa. Mi sono detta.. perchè non condividere la mia passione con altre persone? All’inizio ero sicura di non arrivare alle cinquanta visite al giorno, in fondo.. ci sono così tanti blog di moda! E poi io di marketing non so quasi nulla, Diciamo che ho sempre pensato solo a fare un buon blog (e spero di esserci riuscita!) e a divertirmi interagendo con altre persone, scambiandoci opinioni, gusti.. Giulystyle è una passione, non un lavoro. E forse è per questo che risulta semplice e “fresco”.

- Ci incuriosisce la tua proposta di personal shopping, un servizio ancora agli albori ma di certo in linea con le tendenze che vedono il consumo sempre più personalizzato, hai avuto esperienze in merito?

Sin dal liceo le mie amiche, o cugine mi chiedevano “dove posso trovare questo?” o mi chiedevano consigli su cosa mettere. Così ho pensato di offrire, gratuitamente, e per quanto posso, questo servizio. Capita così che mi scrivano per chiedere dove possono trovare quella data marca, quella determinata borsa, etc.. Io naturalmente, a costo di passare ore al pc facendo ricerca, faccio il possibile per aiutare un po’ tutti.

 

- Dal tuo punto di vista privilegiato osservi ogni giorno i trend e le mode, se dovessi dire come sarà il 2008 come lo riassumeresti?

Ti posso dire che l’estate, sarà all’insegna delle stampe a fiori, mentre gli accessori saranno in vernice. I colori che andranno per la maggiore saranno il giallo (un colore decisamente non facile da portare, ma il problema si risolve con una sana abbronzatura!) e il rosa confetto. Lo stile? anni ottanta e lo stile folk-etnico. Comune denominatore.. tanto colore.

 

- Qualche consiglio per i lettori di OfficinaDelloStile, una città da visitare, un brand/accessorio da provare, un luogo della tua città da non perdere..

Come città consiglierei Barcellona o Berlino. Un brand? Kristina T e visto che si sta avvicinando l’estate consiglio i costumi di Princesse Tam Tam. Come luogo della mia città, sicuramente il caratteristico quartiere Brera.

- Pensi che la tua passione per lo stile e la moda possa diventare un mestiere?

Quante volte sentiamo dire quanto sia tremendo l’ambiente della moda? Non voglio assolutamente generalizzare ma questa frase ha molto di vero. Avete presente il film “Il diavolo veste Prada”? Ecco quando penso alla redazione dove lavoro mi viene quasi da ridere.. o meglio da piangere, perché è molto peggio! Orari duri per una paga misera (ho fatto sei mesi completamente gratis) Quindi non so cosa augurarmi per il futuro! Di sicuro so che la moda, che io ritengo una forma d’arte a tutti gli effetti (in particolare mi riferisco ai grandi “maestri” che hanno fatto la storia della costume) continuerà ad essere una mia grande passione.

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By Milano Moda Donna

di Ilaria · pubblicato il 11 Mar 2008
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Ilaria

Le sfilate di Milano Moda Donna hanno lasciato un’inaudita ricchezza di stimoli e previsioni per le prossime tendenze.

Possiamo tentare di evidenziare due direzioni principali; quella che vede il ritorno alla naturalezza, alla semplicità dei materiali per una donna “morbida” e semplice e quella, sul versante opposto, che si rifà ad un look rock glam, che mette al centro una donna protagonista e aggressiva (o che vuole apparire tale) con atteggiamenti da hippy e l’aria vissuta e teneramente arrogante la donna.

Leggere e molto chic, per esempio, le ragazze Blugirl, che nella collezione autunno-inverno 08/09 appaiono fare largo uso di bianco e oro, abiti eterei e raffinati che puntano l’attenzione sulla parte alta del busto. Non mancheranno però caldi e morbidi maxi pull a contrasto con miniabiti leggeri ed elementi spot chic per una collezione molto portabile. I colori privilegiati sono quelli neutri della classica ragazza bon ton, rosa e beige colorano quindi abiti romantici, ricami in lana e maglie comode. Una collezione che soddisferà le fascion addict in quanto a ricercatezza e “chic indossabilità”.

gucciUno show sexy, deluxe & rock invece è proposto da Gucci per l’ autunno/inverno 08/09. Cappottini ultra ricamati, stampe per micro top, abiti scollatissimi e, soprattutto, tanta pelliccia. Gucci pare rifarsi al modello Richmond degli anni passati che invece nella prossima stagione pare addolcirsi. L’uso dei teschi a livello decorativo, in voga la scorsa stagione, pare messo comunque da parte preferendo piuttosto cinture etno chic, decori di frange per stivali al ginocchio alla Nurejev e pantaloni da pirata stretti e profilati di catene, giacchine da ussaro lavoratissime, decori grafici ungheresi e russi. Il suo ritmo è quello del primo rock, quello delle origini, il suo ambito temporale cade tra gli Anni Sessanta e gli Anni Settanta, il suo fascino è naif e disinibito al tempo stesso. Insofferente alle regole, provocatoria, accosta velluto e pelliccia, motivi cachemire e animali, pelle e metallo. Forse si tratta di una collezione più difficile da portare rispetto la precedente, ma sicuramente offre spunti creativi e idee a non finire.

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Bon ton già da piccoli

di Ilaria · pubblicato il 08 Mar 2008
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Ilaria

 Bisogna ammetterlo: molti di noi hanno ancora qualche perplessità nel preparare una tavola ben imbandita con tutte le posate al posto giusto o, peggio ancora, molti di noi si trovano in difficoltà di fronte ad una miriade di posate non sapendo quale scegliere in relazione al cibo che si ha sul piatto. Per questi motivi i giapponesi di Eco Decor hanno pensato bene di realizzare un kit per bambini, ma fruibile anche da adulti, capace di farli familiarizzare con il bon tone della cucina, o meglio, della tavola.

Il design semplice ed efficace riproduce su un vassoio di legno naturale la posizione delle posate (anch’esse riprodotte in legno) da utilizzare per le diverse pietanze, disposte nella giusta posizione e provviste di icone per rendere riconoscibile la loro funzione. Il coltello per il pesce è contrassegnato dall’icona di un pesce provvisto di nome, il cucchiaio per il caffè da quello di una tazzina fumante e così via per imparare ad essere ineccepibili a tavola ed evitare figuracce.

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MoMa mia, davvero interessante!

di Ilaria · pubblicato il 05 Mar 2008
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Ilaria

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Neodesign: si tratta del design che non crea solo oggetti ma strategie e che si sta celebrando con la mostra “Design and Elastic Mind” aperta il 24 Febbraio scorso al Moma, il Museum of Modern Art di New York.

 

L’idea principale della mostra è che la scienza e la tecnologia hanno cambiato il nostro rapporto con lo spazio e con il tempo mettendoci nelle condizioni di vivere e comunicare più rapidamente. Il questo scenario, il neo designer è quello che sa adattarsi, cavalcando la velocità, l’immediatezza e la flessibilità delle mode, dei desideri e della stessa vita.

Paola Antonelli, curatrice della mostra, afferma che il design è un approccio a migliorare il mondo, per questo ha voltuto soltanto oggetti “sublimi” capaci di esprimere il cambiamento in atto, che dice ben interpretato dai designer italiani.

In un panorama in cui si fa strada l’art design e che vede prezzi da capogiro per pezzi unici, questa mostra vuole pensare invece al design su larga scala, al design che si occupa dei destini delle persone e che lega etica e ricerca estetica intravedendo un futuro importante per i designer che saranno chiamati a creare un contatto tra imprenditori e forze sociali.

La mostra promette di intraprendere presto un cammino di valorizzazione del design umanitario, quello della sensualità, della memoria, della ricerca d’identità.

Gli stimoli sono molti, le avanguardie molto forti, ma anche se qualche espressione non sarà capita è necessario tenere presente la dimensione sociale e democratizzata che stanno assumendo sempre più le manifestazioni di stile.

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Abbiamo intervistato oggi Vitaliana Pallotta, responsabile estero di C.T.F. - Debora Carlucci

Signora Pallotta, come è arrivata a C.T.F? Qual’è il suo ruolo in azienda?

Ho conosciuto la C.T.F. nel 1994, quando ho curato la loro informatizzazione ed ho addestrato il personale all’utilizzo di un software gestionale. Dopo circa due anni di collaborazione, il titolare mi ha proposto un lavoro stabile presso l’azienda. Inizialmente sono stata responsabile EDP, poi ho assunto anche il ruolo di responsabile del mercato estero.

Se dovesse esprimere in poche parole le qualità distintive di C.T.F cosa direbbe?

Abbiamo mantenuto l’impostazione di azienda “familiare” che accoglie anche le richieste più disparate per essere sempre dalla parte del cliente. Il nostro “fiore all’occhiello”, comunque, è l’utilizzo sempre più importante del prodotto originale Swarovski che “brilla di luce propria”. Lo scorso anno abbiamo anche ottenuto l’autorizzazione all’utilizzo del marchio.

Perchè avete scelto di ricercare e produrre anche gioielli oltre alle bomboniere?

Il settore della bomboniera ha subito, negli anni appena scorsi, un duro colpo e molte sono le aziende che hanno dovuto chiudere i battenti. Non appena abbiamo percepito le difficoltà cui andavamo incontro, ci siamo impegnati ad arricchire la nostra offerta per poterci rivolgere anche ad un settore alternativo.

Come è nata la collaborazione con l’artista internazionale Katia Ricciarelli?

Cercavamo da tempo un importante testimonial e la Sig.ra Ricciarelli era tra le nostre favorite per essere, oltre che artista poliedrica, anche una donna, un personaggio che sa farsi amare dal pubblico. Ha tenuto alcuni concerti ad Altamura, luogo dove l’azienda ha sede, e siamo riusciti a contattarla proponendole una collezione con il suo nome.

Qual è il profotto C.T.F - Debora Carlucci che Le piace di più?

Mi piacciono molto le icone in argento e gli articoli della nuova ed elegante collezione di bigiotteria realizzata con componenti Swarovski e pelle.

Come vede il futuro di C.T.F.? Su cosa punterete per far conoscere il vostro marchio?

Abbiamo da poco intrapreso un percorso marketing che siamo certi ci porterà a modifiche radicali all’interno dell’azienda.
Stiamo puntando molto sul web ed entro la fine del mese prossimo saremo online con un nuovo sito e con importanti servizi agli utenti ed ai rivenditori. Il futuro? Scintillante come uno strass Swarovski.

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