Archivo » Febbraio 2008

La vita si alza

di Ilaria · pubblicato il 26 Feb 2008
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Ilaria

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Da qualche stagione si preannunciava il ritorno della vita alta, almeno questo si vedeva nelle passerelle della moda, oggi catene di abbigliamenti e negozi non possono esimersi dal proporla. Ecco allora jeans skinny, gonne, pantaloni stretch che scolpiscono la silhouette con altezze inedite fino a qualche stagione fa.

Madonna, all’avanguardia per definizione, recentemente ha creato la linea di vestiti “M” per H&M, puntando su vita e fianchi attraverso abiti retro’ sfiancati, gonne a vita alta accentuata da cinturoni, rilanciando prepotentemente il vitino da vespa, che deve essere fasciato e messo in mostra. L’ha seguita Kate Moss che nella sua collezione per la marca inglese TopShop, propone jeans a vita alta.
I fashion designer giurano che non ci sia bisogno di essere perfette per adottare questo look in quanto, naturalmente, con indumenti a vita alta si avrà un portamento più elegante dovendo stare dritte e con la pancia in dentro!
Altro motivo per amare le forme “rialzate”: quando la vita è alta, l’attaccatura delle gambe sembra più in su e quindi le gambe appaiono più lunghe regalando centimetri in altezza.
Le icone di questa moda un po’ retrò? Marlene Dietrich, iniziatrice di questa tendenza, e Katharine Hepburn, quintessenza della seduzione dal tocco maschile: pantaloni fluidi a vita alta e larghi in basso, portati con camicia e scarpe col tacco.
Si ritrova questo stile nelle collezioni estive: pantaloni con le pince, il cui carattere maschile è accentuato dalle bretelle, modelli casual e chic, eleganti e contemporanei che comunque ribadiscono la vita alta.

Accostamenti consigliati: camice morbide, occhiali e gioielli maxi size, zeppe o scarpe con tacchi alti anni ’50.

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Make up tra arte e fashion

di Ilaria · pubblicato il 24 Feb 2008
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Ilaria

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Ogni tanto dal make up possiamo avere valide indicazioni per quanto riguarda il fashion in generale. Quest’anno abbiamo la prova che beauty & arte s’intrecciano e si confondono; qualche esempio: dopo la collezione Barbie, Mac propone una nuova linea make up in limited edition ispirata alla pop art, in collaborazione con Fafi, una giovane artista-graffitara francese, divenuta famosa per le sue Fafinette, bamboline sexy e divertenti che ha iniziato a disegnare sui muri di Parigi. Mac, attenta alle ultime tendenze e all’arte, ha trovato nelle Fafinette la chiave di espressione ideale per comunicare la voglia di originalità e glamour alla base dei suoi prodotti che vedono un’apoteosi di ombretti glitterati e vivaci molto teen, gloss scintillanti e pochette in limited edition, il tutto personalizzato dal packaging di Fafi.

Oltre alla pop up, il make up sta guardando anche, per doverosa contrapposizione, agli anni passati.

Ecco allora che insieme ad abiti anni ‘50 dalla vita alta e scollature a cuore, prendono piede rossetti di color rosso scarlatto e manicure delle stesse tonalità prendono il posto alla franch; per il trucco occhi scendono le quotazioni degli ombretti sfumati e dei giochi di luce a fronte di decise linee di eye liner e ciglia allungate mentre il colorito si fa neutro ed uniforme lasciando da parte abbronzature forzate ed intensive.

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Bello…e insostenibile?

di admin · pubblicato il 23 Feb 2008
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Un’amica di Officinadellostile, Valentina, scrive su Sustainability Blog un interessante articolo a proposito della possibile dicotomia tra bellezza e sostenibilità. Scrive Valentina

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Il settore della moda ci offre una soluzione molto interessante. In un settore in cui, per definizione, l’estetica e il bello rappresentano il valore più importante, sta emergendo una nuova tendenza che coniuga il design con uno stile sostenibile. In questo settore questa tendenza sta diventando un fenomeno interessante anche dal punto di vista dei numeri, tanto che vi sono già delle manifestazioni completamente dedicate al sustainable fashion, l’esposizione House of Organic a New York ed Estethica, all’interno della London Fashion Week. Le aziende presenti a queste esposizioni presentano vestiti per una fascia medio alta, con un desing accattivante creato utilizzando però tessuti e accessori completamente organici o che utilizzano materiali riciclati, prodotti riducendo le emissioni e l’inquinamento sull’ambiente.
Un esempio tra tutti, è quello dell’azienda scandinava FIN che produce abbigliamento femminile e accessori di lusso, raggiungendo un discreto successo nel mercato internazionale. La ricetta? Produrre abbigliamento accattivante, nelle forme e nei colori e allo stesso tempo di alta qualità, creando all’acquirente un motivo in più all’acquisto: la scelta di materie prime organiche e l’assicurazione che quei vestiti sono stati prodotti con bassissime emissioni di Co2.

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che poi conclude

produrre eco-sostenibile non deve essere necessariamente una scelta alternativa al design e al gusto.

Come non concordare? Il fattore interessante è la visione del concetto di sostenibilità, non più visto come “zavorra” ma come punto di forza. E’ giusto oggi comunicare e mettere in risalto l’attenzione per l’ambiente delle singole aziende, il contesto lo consente e lo impone, il futuro ci dice che la sostenibilità sarà sempre più una leva di marketing, finalmente una leva interessante, positiva e tutta da mettere in mostra

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Si può innovare la pattumiera?

di admin · pubblicato il 22 Feb 2008
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Non è facile innovare la pattumiera, Brabantia però ce l’ha fatta,  partendo non tanto dal design, quanto dalla funzionalità. Pensandoci bene, cosa ci infastidisce della pattumiera? Il fatto di toccarla. Brabantia ha installato un sensore “at the top of” facendo in modo che con il rivoluzionario sistema non sia più necessario toccare l’orrido oggetto per buttare il pattume. Orrido oggetto che diventa in realtà tutto da esibire grazie a forme e materiali. Aggiungiamo 5 anni di garanzia..

 

Fonte: www.brabantia.com

 

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Mangiare bene

di admin · pubblicato il 22 Feb 2008
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Il blog amico FirstDraft parla di un’iniziativa davvero interessante, eataly. Il claim è “alti cibi”, si tratta di un luogo fisico, ma anche più idealistico di quanto sembra. Questo video spiega benissimo la storia, la filosofia e la logica di Eataly, un progetto che a noi è piaciuto molto perchè sembra andare oltre la solita “bottega” riuscendo a replicarne su larga scala le idee e  mantenendone le specificità. Eataly porta “in loco” i produttori, l’allevatore di mucche fa il gelato, il panettiere sforna le pizze, il tutto integrato in una location di design, multimediale ed innovativa. Non mancano i vini buoni e i cibi costosi ma è l’armonia a guidare il concept di questo nuovo tipo di store esperienziale. La concorrenza è agguerrita ma se volessimo parlare in termini di marketing potremmo definire Eataly un “first mover” perchè oltre ad uno store on line qui c’è il cibo vero, ce ne sono 11.000mq e ci sono dei piani di espansione importanti. Il contesto familiare ed i prezzi modici compeltano un quadro in cui a farla da padrone è slow food e l’idea che passa è quella di “oasi del gusto”, “riserva indiana dei cibi pregiati”. Ma oltre a tutta questa romantica vision ci sono sul piatto anche le contraddizioni italiane che aprono uno spiraglio di business grande quanto il 90% della popolazione, si dice nel video “perchè mi figlio ha scarpe di marca e mangia al fast food?”.. il buon cibo e l’educazione alimentare guidano, seguono però delle opportunità tutte da cogliere. Mangiate con stile dunque, mangiate sano!

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Sphera.. che letto..

di admin · pubblicato il 20 Feb 2008
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Che Sphera di karim Rashid non sia un letto normale lo si capisce alla prima occhiata, se poi guardando bene si scopre che contiene un televisore, uno specchio, luci led e candele..la cosa si fa interessante. Per gli amanti del lusso e dell’esagerazione non ci sono problemi, porta Champagne (Rashid è già famoso per la clicquot loveseat) e home teatre integrato oltre alla massima personalizzazione possibile in termini di manifattura e colori.

 

Il genio del design d’interni moderno ha voluto per il proprio letto anche il massimo della qualità, materasso al top (Hollandia) e finiture di eccellenza fanno di questo stravagante oggetto un “must have” per chi non può resistere al lusso e confermano la qualità artistica di Karim Rashid.. ancora mistero sul prezzo..

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Un profumo per Bugatti

di admin · pubblicato il 18 Feb 2008
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Parlare di Bugatti significa parlare di eccellenza e rarità. Abituati ai 100 o 200 pezzi della grande casa automobilistica scopriamo che si può fare di meglio: sono solo 5 infatti le Veyron 16.4 Pur Sang prodotte, versioni da sballo di una vettura da sogno con un particolare, l’assenza della verniciatura, carbonio e alluminio sostituiscono il colore per dare all’auto effetti cromatici, stilistici e di prestazioni inimitabili.

 

Per celebrare l’uscita del nuovo modello Bugatti ha creato una fragranza da uomo che si caratterizza per un packaging esclusivo assolutamente avvenieristico. Questo profumo è più di un vezzo, è un manifesto del brand Bugatti, è infatti disponibile in versione luxe (potremmo definirla..classica) ma anche multiple (in alluminio) e prestige in oro 24 carati.

 

La cosa che si nota di più è di certo l’importanza data al packaging che riveste nelle versioni lusso un ruolo preponderante rispetto al prodotto.. un caso di marketing ma anche un giusto partner per una vettura da sogno.. forse in Bugatti potrebbero permettersi anche di regalarlo con l’auto..

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Un lasciapassare..molto speciale!

di admin · pubblicato il 12 Feb 2008
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Se vi trovate dalle parti di Londra e incontrate qualcuno che sfoggia orgogliosamente la rosa in foto, siete sicuri di essere di fronte ad una persona fortunata, non state invece sicuri che sia sobria.. L’oggetto del mistero disegnato dal noto Gareth Pugh è un’idea Moet & Chandon ed è in vendita su ebay attorno ai 350 euro. A che serve? Oltre ad essere un simpatico ornamento garantisce la possibilità di accedere al Moët & Chandon Boudoir, una VIP lounge presso il British Fashion Council’s con un particolare privilegio: è possibile bere Champagne illimitatamente.. e la qualità è garantita.

Style.com ironizza: peccato che in sala manchi la connessione wi-fi e poi chiosa, siamo sicuri di sentirne la mancanza?

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Parlano di noi

di admin · pubblicato il 11 Feb 2008
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Qui :-)

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Su creativityinaction si parla di creatività, ovviamente. Se ne parla però con quel taglio operativo che contraddistingue le vere eccellenze dalle buone idee (che non sempre si trasformano in eccellenze per svariati motivi). Lago è un’azienda davvero creativa, non produce mobili ma concetti, e la cosa bella è che li vende. Ogni creazione è accompagnata da una storia, non “costruita ad hoc” sul prodotto con un’operazione di marketing pacchiana e patinata, bensì sviscerata dal territorio ma anche dal contesto creativo che vede l’azienda impegnata a promuovere lo sviluppo di idee innovative in tutte le sue forme. Luca De Biase parla nel suo libro di ricercatori e studenti come chiave dell’innovazione, qui e qui Daniele Lago e Dario Paccagnella confermano la via e offrono gli spunti per una nuova concezione di desgin, creatività, approccio e culura (es. Now e Lago Studio).

L’idea di cultura aziendale condivisa con la visione di giovani e studenti e design olistico è un concetto forte che di certo porta risposte forti, nel bene e nel male. L’emozione e l’esperienza come guida quindi.. ma anche creatività applicata, questa è forse una delle vie più complesse ma anche concrete per il successo, di certo una strata da monitorare con attenzione.

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